Il progetto

Un progetto per riscoprire con lentezza le ricchezze del territorio della valle del Setta

Si chiama Bassa velocità un progetto partecipativo dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese che si promette di valorizzare e riqualificare il territorio della Val di Setta, segnato in questi anni dai lavori per la realizzazione della Variante di Valico.

Studiare le possibilità di riqualificazione della Valle del Setta, un territorio che è stato protagonista di profonde mutazioni a causa della realizzazione di imponenti opere infrastrutturali, quali la linea ferroviaria, l’A1 e la Variante di Valico: è questo l’obiettivo che si è data l’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese, attraverso un progetto partecipativo parzialmente finanziato dalla Legge Regionale 3 del 2010 e ideato dall’Unione dei Comuni e condotto da Ciclostile Architettura, una società che incentra la propria ricerca sui processi rigenerazione territoriale e processi partecipativi.

La Valle del Setta infatti interessa cinque comuni dell’Unione: Marzabotto, Monzuno, Grizzana Morandi, San Benedetto Val di Sambro e Castiglione dei Pepoli, rappresentando da sempre un collegamento essenziale tra Nord e Sud della Penisola. I paesaggi che ospitano tale percorso negli ultimi decenni sono stati radicalmente modificati da infrastrutture necessarie al trasporto nazionale, che oltre ad avere un impatto forte sul territorio, hanno lasciato in disparte la valle che adesso vive alcune criticità, evidenziate dallo spopolamento di alcune frazioni.

Il progetto vuole valorizzare le ricchezze paesaggistiche ed ambientali del territorio attraverso percorsi partecipativi che, coinvolgendo la popolazione, possano raccogliere spunti ed esigenze e proporre interventi efficaci e condivisi.

Come spiega il presidente dell’Unione e sindaco di Marzabotto Romano Franchi “Vogliamo dialogare con i cittadini, riscoprendo il senso della comunità perché la Val di Setta è in questi anni è profondamente mutata, ma noi crediamo che rappresenti molto di più che un semplice collegamento veloce tra Roma e Milano. I paesaggi ed i luoghi della valle possono essere valorizzati attraverso proposte che assumano la lentezza come punto di riferimento per la conoscenza del territorio. Bassa velocità definisce chiaramente un modo diverso di guardare e di fruire il territorio.”

L’obiettivo è quello di utilizzare strumenti di progettazione partecipata inclusivi e trasparenti che portino a stilare una serie di indicazioni e suggerimenti sulle attività da intraprendere per sviluppare un piano di marketing di territoriale unico e sovracomunale. Solo partendo dalla comprensione e dalla conoscenza di questi luoghi, infatti, sarà possibile migliorare e rendere conosciuta l’offerta turistica e culturale estremamente varia della val di Setta.

Un turismo più informato e più consapevole permetterà di apprezzare sempre meglio quest’area così ricca di interesse. La Val di Setta dispone già di alcuni punti di forza: percorsi ciclopedonali ed escursionistici, aree naturali, siti archeologici, attività locali ed eventi che animano i luoghi per molti mesi l’anno: però conosce anche delle difficoltà quali l’abbandono di zone industriali dismesse, il forte pendolarismo nonostante alcuni collegamenti difficoltosi, la presenza di punti critici lungo l’alveo in cui l’ambiente è stato compromesso.

Proprio da questi punti si partirà per rimettere i cittadini al centro delle trasformazioni del territorio, rendendoli protagonisti di un piano condiviso di riqualificazione della valalta. I punti individuati per i cinque comuni sono Vado, la Quercia, Pian di Setta, Ripoli e Ca’ d’Onofrio. Dopo un incontro introduttivo previsto entro la fine del 2016 i cittadini che vorranno partecipare saranno invitati ad un sopralluogo di persona, allo sviluppo di un piano di valorizzazione del territorio che lo attrezzi per essere riqualificato e fruibile da cittadini e turisti, alla condivisione dei risultati finali. A tal proposito sarà predisposta una piattaforma web che raccolga dati, materiali e proposte, al fine di permettere a chiunque di visionare il lavoro prodotto.

Il progetto potrà contare su un investimento proveniente dalla Regione Emilia- Romagna e dai comuni dell’Unione interessati.

Il Documento di Proposta Partecipata è il prodotto del processo partecipativo – di cui le autorità decisionali si impegnano a tener conto nelle loro deliberazioni (art. 10, prima parte comma 4, LR 3/2010).

Visita il sito di Unione dei comuni dell’Appennino Bolognese.

Visita il sito di Ciclostile Architettura.